Il termine “tachicardia” descrive il fenomeno inerente l’accelerazione improvvisa del battito cardiaco, che raggiunge un valore maggiore di 100 battiti al minuto senza che vi sia uno sforzo o uno stress a giustificarlo, ciò significa che, pur essendo il fisico a riposo, il cuore inizia, senza spiegazione apparente a battere molto più velocemente di quanto dovrebbe.

Con il temine “cardiopalma”, invece, nei dizionari medici si descrive la “percezione soggettiva” del battito cardiaco accelerato. E’ importante indicare che non sempre avere una percezione di battito accelerato coincida con un aumento dei battiti, così come un aumento dei battiti non sempre viene percepito. La percezione può essere ingannevole e va quindi indagata sempre con strumenti diagnostici oggettivi.

Cause

La tachicardia è un sintomo associato a moltissime patologie: può essere un segnale diretto di una disfunzione cardiaca, come, in moltissimi casi, un segnale indiretto che accompagna un’altra patologia come i disturbi gastrici o eventi funzionali quali una gravidanza.
Anche l’utilizzo di alcuni farmaci o di sostanze quali caffè, nicotina e altri tipi di sostanze stupefacenti sono in grado di alterare il ritmo cardiaco, così come, eventi psichici quali ansia e stress.
Proprio per la variegata possibilità di cause che possano portano la presenza di tachicardia, è sempre necessario che sia il medico a fare una valutazione diagnostica senza né sottovalutare il sintomo, né allarmarsi più del dovuto.

tachicardia e ansia

Tachicardia e Ansia

La tachicardia è uno dei sintomi più frequenti in chi soffre di ansia o attacchi di panico. Per una gran parte delle persone è il sintomo che più spaventa, quello che mette in allarme sul possibile esordio di un nuovo attacco. Il cuore inizia a battere forte e allerta la persona che, solitamente, dopo un primo forte spavento, cerca di auto calmarsi attraverso tecniche di respirazione o distraendosi, con più o meno successo.

Come, scritto sopra, la percezione di un battito accelerato non sempre corrisponde ad un aumento oggettivo del battito, eppure può creare uno spavento tale da ingenerare una escalation sintomatologica che porta al panico se non si hanno gli strumenti giusti per gestire quei momenti che, è innegabile, sono estremamente provanti per la persona per quanto, la tachicardia, da ansia, nella maggior parte dei casi non sia pericolosa per la salute.

I rimedi

Durante una mattina di lavoro M. inizia a sentire, improvvisamente, una forte tachicardia…all’inizio cerca di non pensarci ma dopo pochi minuti la cosa non solo continua, ma aumenta di intensità, causando ad M. un forte spavento. Alla tachicardia si sommano, poi, la mancanza d’aria e una sensazione di svenimento, che in breve tempo sconfinano in una fortissima sensazione di perdita di controllo e paura di morire che porta M. a chiedere aiuto ai colleghi che, spaventati a loro volta, chiamano un’ambulanza per un soccorso immediato.

Gli accertamenti mostrano che M. non ha alcun problema cardiaco e gli viene diagnosticato un attacco di panico. Diagnosi che lo rassicura solo fino ad un certo punto poiché, seppur felice di non avere una patologia cardiaca, ora teme di poter essere vittima di nuovi spaventosi attacchi come quello subito e la cosa lo terrorizza.
Una volta giunto a casa, nei giorni successivi, inizia a tenere volontariamente sotto controllo il proprio ritmo cardiaco misurandolo più volte al giorno e fermandosi ad ascoltarsi ogni volta che sente o teme di percepirne un’accelerazione.

Proprio questo continuo “controllare” qualcosa, come il battito cardiaco, che è involontario, fa sì che egli ne percepisca continui possibili variazioni e, di conseguenza, se ne spaventi aumentando la propria tensione e sensazione di ansia. Il controllare continuo, più che aiutarlo a calmarsi, lo mette in una situazione di continua allerta che conferma i suoi timori. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

Inoltre, proprio per timore di poter sentire di nuovo il battito accelerato, M. evita qualsiasi attività che possa metterlo sotto sforzo, sport, gioco, anche il semplice salire le scale lo spaventano perché , a suo modo di vedere, possono attivare il suo sintomo temuto e scatenare un attacco di panico.
Viste queste premesse, il lavoro terapeutico è stato impostato su uno strumento particolare, chiamato “diario del cuore”, adatto proprio a tutti coloro i cui attacchi di panico sono incentrati sulla paura di un problema cardiaco e sulla sensazione di tachicardia che spaventa.

Il diario del cuore permette al paziente di gestire la propria ansia in maniera organizzata e, misurando il proprio battito in modi e tempi particolari, riuscire, dopo un po’ a sentirsi meno in ansia rispetto a questo sintomo.
Questo primo sblocco fa da apripista al successivo intervento che prevede la messa in atto del protocollo per gli attacchi di panico che, normalmente, porta ad un netto miglioramento se non una completa risoluzione nell’arco di circa 6 mesi di terapia.