DEPRESSIONE

la Psicoterapia Breve Strategica ha testato negli anni un protocollo specifico per questo disturbo

1) Cos’è la Depressione?

Con la parola “depressione” si intende, generalmente, un disturbo che provoca un continuo ed evidente calo dell’umore in una persona, portandola, più o meno lentamente all’isolamento dai rapporti sociali, all’abbandono delle pratiche quotidiane e professionali, alla totale mancanza di interessi e cura per se stessa.

A questa definizione descrittiva e molto semplificata, in realtà, corrisponde nel DSM-IV TR una vera e propria sezione dedicata, chiamata “Disturbi dell’Umore” che comprende la classificazione di una serie di possibili disturbi diversi tra loro ma tutti caratterizzati da squilibri umorali in alto (fasi maniacali) o in basso ( fasi depressive).

Senza scendere in particolari specifici, è importante, però, distinguere la presenza di EPISODI (depressivi, maniacali o misti) che riguardano periodi di non  oltre due settimane, da veri e propri DISTURBI (bipolare, ciclotimico, distimico, depressivo maggiore…) che coprono, invece, periodo molto più lunghi  alternando, al  loro interno,  più episodi con brevi interruzioni fra l’uno e l’altro.

2) Cosa fa la persona afflitta da questo disturbo per cercare una soluzione?

All’interno di un disturbo che implica un costante calo dell’umore in senso depressivo,  i tentativi di soluzione messi in atto dalla persona, in modo abbastanza ricorrente, sono:

  • la RINUNCIA (totale o parziale)
  • la DELEGA ad altri (o pretesa)
  • il VITTIMISMO
  • la SOCIALIZZAZIONE (non sempre)

3) Come si struttura il disturbo?

Al di là della diagnosi descrittiva della sintomatologia offerta dal DSM, la terapia breve strategica si concentra sul funzionamento del disturbo, ovvero su quei meccanismi percettivo-reattivi che portano la persona a tentare di affrontare il loro problema con modalità apparentemente risolutive (tentate soluzioni) ma, in realtà, assolutamente disfunzionali, che mantengono e alimentano il problema stesso.

La frustrazione derivata dalla percezione di non sentirsi in grado di affrontare ( e risolvere) situazioni e difficoltà emerse nella propria vita , in relazione  a se stesso e agli altri, può portare la persona alla messa in pratica ( inizialmente solo parziale) dei tentativi di soluzione descritti nel precedente paragrafo, tra le quali, la più incisiva e caratteristica è quella della rinuncia totale o parziale a vivere ciò che la vita propone.

Proprio il fatto di iniziare a rinunciare ad affrontare la propria vita con le sue difficoltà ( a partire anche da piccoli aspetti), conferma alla persona stessa la realtà della propria percezione di incapacità, inserendola in una spirale negativa che comprende poi l’atteggiamento vittimistico, la lamentela, la delega o pretesa di aiuto nei confronti degli altri.

4) Cosa fanno le persone intorno (amici, familiari, colleghi) per aiutare il loro caro?

Le persone intorno sono coinvolte soprattutto in due modi:

  • socializzazione ( parlare/lamentarsi)
  • richiesta d’aiuto delegante o pretesa

5) E’ possibile guarire? Che risultati ottiene la terapia breve strategica?

Come per tutti i disturbi d’Ansia e non solo, la Psicoterapia Breve Strategica ha testato negli anni un protocollo specifico per questo disturbo con strumenti specifici che vanno ad interrompere le tentate soluzioni disfunzionali e, di conseguenza, la struttura che mantiene il disturbo.