CLAUDIA DE MASI, PSICOLOGA IN ROMA


Un’immaginaria intervista per raccontarvi qualcosa di me e del mio modo di lavorare ed intendere la professione

Buongiorno Dott.ssa Claudia De Masi, di cosa si occupa professionalmente?

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta ad orientamento breve strategico. Mi occupo di aiutare le persone  a rimuovere tutti gli ostacoli psicologici che li bloccano e diminuiscono la loro libertà interiore ed esteriore.

Libertà è  una parola “enorme”, lei come la intende esattamente?

Come quello spazio di esercizio della nostra volontà su cui, nonostante i mille condizionamenti che vengono dall’esterno (gli altri, la società, la salute..) o dall’interno (paure, emozioni, pensieri..), possiamo comunque avere l’ultima parola. Per usare un noto pensiero di Viktor Frankl…”Tutto può essere tolto ad un uomo ad eccezione di una cosa: l’ultima delle libertà umane- poter scegliere il proprio atteggiamento in ogni determinata situazione, anche se solo per pochi secondi”.

 

Perchè la scelta della Terapia Breve Strategica?

Perchè è molto concreta. Non dico certo che sia la panacea di tutti i mali ma ho potuto vedere, durante gli studi presso la Scuola del Prof. Giorgio Nardone, fondatore della Terapia Strategica Breve, e constatare poi nel mio lavoro clinico,quanto si riesca ad incidere concretamente nel portare un cambiamento all’interno dello schema rigido in cui la persona è intrappolata. E’ una terapia che studia il funzionamento del problema per poi poter inserire degli elementi che lo modifichino. E la persona fa un’esperienza diretta concreta ( non teorica!) di come la sua percezione del problema possa cambiare e guidare, di conseguenza anche la possibilità di modificare il comportamento. Su problemi di psicopatologia quali: Ansia, Attacchi di panico, Disturbo ossessivo compulsivo, Paranoia, Ossessioni mentali, Dubbio Patologico, Ipocondria, Dismorfofobia, Disturbo Post Traumatico da Stress, l’efficacia è veramente altissima.

 

Qual è l’obiettivo di una psicoterapia?

L’obiettivo è la risoluzione di un problema psicologico che invalida la vita della persona. Per “invalida” si intende che non permette più alla persona di fare la vita che desidera in uno o più campi della stessa.

 

Ma la terapia serve anche a renderci più felici?

Sicuramente, per chi, ad esempio, soffre di attacchi di panico da anni, liberarsene può portare ad una sensazione di benessere e serenità…ma non so se si può parlare di felicità. Diventare felice, a mio parere, non è un obiettivo adatto ad una terapia psicologica. Credo che il raggiungimento di quello stato che molti chiamano, appunto, “felicità”,  riguardi più aspetti della propria interiorità , non solo quello dell’equilibrio psicologico.

 

Ad esempio?

Credo che si vada a toccare un livello più profondo, quello esistenziale o spirituale. Le persone “felici” non sono solo quelle che hanno un buon equilibrio mentale ed emotivo ( per quanto questo serva ovviamente) ma quelle che hanno trovato le loro personali risposte alle domande fondamentali della vita: chi sono da dove vengo, dove vado, qual è il mio compito e posto nel mondo.

E’ sensato chiedere aiuto ad uno psicologo o psicoterapeuta per trovare le risposte a queste domande?

Secondo me no. Una consulenza psicologica o una terapia, ripeto, devono avere un obiettivo chiaro da raggiungere nel minor tempo possibile, per migliorare la gestione di un’area della vita della persona ( relazioni, lavoro,studio..ecc..) o per risolvere un disturbo vero e proprio che invalida.

Aprire le porte ad una ricerca di senso esistenziale pone il rischio di creare un percorso di “discepolato” in cui il professionista, ad un certo punto, diventa un guru, un maestro, indicando esplicitamente la strada da seguire.

 

Quindi uno psicologo psicoterapeuta chi è?

Io lo vedo come uno studioso dei processi psichici che, in virtù delle proprie competenze, lavora con chi ne ha bisogno (e non induce un bisogno se non c’è) per aumentare la consapevolezza e la gestione di noi stessi e per risolvere i problemi e i blocchi psicologici. Si potrebbe dire che il suo lavoro sia simile a quello di un meccanico che conoscendo bene come funziona un’automobile è in grado di ripararla e insegnare al suo proprietario come gestirla al meglio, ma non suggerisce, poi dove andare con quell’auto, spetta al proprietario scegliere la direzione una volta che ha un auto che funziona! Credo, insomma, che noi psicoterapeuti dobbiamo aiutare le persone a recuperare la loro libertà intesa come possibilità di agire, poi cosa la persona sceglie di fare con questa libertà, non credo rientri nel nostro lavoro.

 

Perchè inizia a diventare un discorso esistenziale e spirituale, giusto?

Esattamente. Personalmente credo che tutti siamo chiamati ad affrontare il piano esistenziale e spirituale della vita, che trovare le proprie risposte ai quesiti fondamentali sia esigenza di ogni uomo e fonte di crescita ed equilibrio ma, come ripeto, non penso sia ambito di competenza di uno psicoterapeuta.

 

Se occuparsi della propria sfera esistenziale è importante come dice immagino che anche lei stia cercando queste risposte

Certamente! Sto facendo il mio personale percorso, faticoso, pieno di alti e bassi, di dubbi e domande,  di tanti bei momenti di scoperta e crescita.

E più cammino, più sento che non posso esimermi da questa ricerca, credo nessuno possa se non a discapito di perdere il contatto con un pezzo molto profondo di noi stessi.Personalmente, ormai da anni, affascinata dalla saggezza delle parole scritte nei vangeli sto seguendo un percorso cristiano. Non è facile, ma sto tentando di approfondire questa strada.

 

Ok grazie. E per quanto riguarda la crescita personale, di cui si fa un gran parlare in questi ultimi anni? Cosa ne pensa?

Ho seguito molto lo svilupparsi dell’interesse, in Italia, dei percorsi di “crescita personale” negli ultimi 10 anni. Che poi, in concreto, si tratta  di gestione delle emozioni, dei pensieri, il raggiungimento di obiettivi e competenze che aumentino la possibilità di essere noi a “gestire noi stessi e la nostra mente”. In merito ho studiato per anni la Programmazione Neuro-Linguistica e l’ho trovata utilissima se appresa in maniera corretta, dagli studiosi che l’hanno concepita ( Bandler e Grinder). Diverso è quando ci si imbatte in superficiali corsi finalizzati a “vendere di più” o a “conquistare velocemente qualunque donna” che..sinceramente..lasciano il tempo che trovano a mio parere. E’ d’obbligo specificare che approfondire percorsi di crescita personale non porta alla risoluzione di problemi psicologi, o almeno non necessariamente. Per quelli bisogna sempre rivolgersi a professionisti esperti e certificati, in questo caso psicologi e psicoterapeuti iscritti all’Albo.

 

La materia è vasta, ma c’è un’indicazione di crescita personale che le sta particolarmente a cuore e vuole condividere con chi legge?

Si..ne ho una molto chiara nella mente che mi ha cambiato profondamente quando l’ho appresa. Si tratta del principio “garbage in, garbage out” che potremmo tradurre come “spazzatura entra, spazzatura esce”, detto meglio..quello che facciamo entrare nella nostra mente, poi ritroviamo per cui dobbiamo fare molta attenzione a non trattare le nostra mente come un “cesto della spazzatura” perchè , poi rischia di diventare esattamente così: una mente piena di pensieri e convinzioni limitanti, demotivanti, pessimistiche, poco utili per affrontare le difficoltà così come per godersi le gioie di ogni giorno! Molti stimoli e informazioni entrano nella nostra mente ogni giorno senza che possiamo evitarlo,(conversazioni sui mezzi pubblici, cartelloni pubblicitari, ambiente di lavoro e molto altro ancora), altri stimoli, invece, come film, libri, musica, arte, le persone con cui passiamo il tempo libero…li possiamo scegliere e  possono avere un effetto costruttivo e positivo o , al contrario disgregante e negativo su di noi. E’ molto importante imparare a scegliere!

 

Grazie dottoressa, è stata generosa nel raccontare molto di se stessa. E’ utile per un professionista farlo?

E’ una scelta personale, non c’è una cosa giusta o sbagliata, a mio avviso. Oltre alla competenza nel proprio settore, indispensabile per tutti, poi ognuno sviluppa il proprio stile a seconda anche del proprio temperamento. Personalmente credo che dare un’idea di chi si è, anche umanamente ( perchè poi non si può prescindere dalla propria umanità nel fare questo lavoro), possa permettere, a chi si sta interrogando sulla possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico, di capire almeno un po’ se quel professionista può essere adatto a sé.